Chi siamo
L'esigenza di ridare vita all'intelligenza politica di Marco Pannella è stata avvertita immediatamente dopo la sua morte.
Pannella, anche per chi non condivideva la massima parte delle sue battaglie, rappresentava una sorta di "macchina lanciapalle" che, attingendo al famoso "canestro di parole", sapeva proiettare concetti, temi, idee e provocazioni, non sempre in forma di prevedibili parabole. Per questa sua abilità e costanza nel lanciare "pensieri ad effetto", il leader radicale era diventato un allenamento mentale, politico e dialettico quotidiano per tutti gli italiani pensanti.
Dal 19 maggio 2016 "che cosa direbbe Marco Pannella oggi?" è diventata una domanda ricorrente, con ognuno che prova a immaginarsi una risposta. In piena pandemia la domanda se la faceva anche Marco Perduca, rilevando che non c'era nessuno "smanettone interessato a comporre il pensiero di Giacinto Pannella detto Marco".
In realtà una piccola comunità online di smanettoni — hacker di codici e di parole, non solo informatici, ma giornalisti, creativi, artisti (in gran parte situazionisti) — continuava ad interrogarsi sulla stessa domanda, arrivando sempre alla stessa risposta: per sapere che cosa direbbe Marco Pannella oggi, bisogna costruire un'Intelligenza Artificiale che se ne occupi... ma un'Intelligenza Artificiale pannelliana! Questo era il paradosso (e il gusto) della questione.
Così il 3 maggio del 2021 è nato il COMIAPP, Comitato Intelligenza Artificiale Politica [Marco] Pannella, dove, in omaggio ai paradossi linguistici cari a Marco, i tre stilemi della narrazione tecnologica — COM, IA e APP — si fondono in una sola sigla.
Il comitato
Transpartito, transnazionale... transmortale? Il progetto è partito.
Il ruolo del Comitato è essenzialmente quello di bootstrap, rimanendo nei termini informatici. Un "motorino d'avviamento" per l'accensione di un'IA che raccolga, elabori, scopra e faccia rivivere l'intelligenza politica e la funambolica capacità oratoria di Marco Pannella.
Si tratta di una sfida eccitante e ambiziosa, multidisciplinare (e interdisciplinare), che comprende non solo sofisticati elementi informatici, ma anche linguistici, sociologici, storici, politici, massmediologici, filosofici, artistici, archivistici. E soprattutto elementi molto umani.
Sfida che non può che partire dalla riunione e catalogazione del corpus linguistico di Marco Pannella, per avviare un serio studio di linguistica computazionale.
che cosa facciamo
Promuoviamo la circolazione delle idee, il dibattito politico, scientifico e artistico sull'IA pannelliana. Oltre a cercare di riunire il Corpus pannellianum, portiamo avanti idee e strategie per proteggere l'eredità linguistica di Marco Pannella da future scalate di IA "predatrici". La tendenza a usare reti neurali autoregressive, e aggressive, come base per creare personalità complesse è ormai una realtà quotidiana, e trasformare in "chatbot consulenti" i grandi della storia (con l'archivio degli altri, business as usual) è oggi più che una tentazione per le multinazionali digitali.
Pensiamo che la più grande battaglia di Marco Pannella sia la sua ultima, quella sul Diritto alla conoscenza, che per noi è il Diritto a sapere del cittadino (Matteo 5,13), il diritto a essere "sale della terra", a contare. Il cittadino senza il Diritto alla conoscenza come diritto umano fondamentale perde la sua sapidità democratica. Il Comitato si batte perché le IA vivano nel Diritto alla conoscenza e siano alleate per farlo diventare una realtà operativa nelle Pubbliche Amministrazioni.
che cosa NON facciamo
Il Comitato non è stato ideato per "appropriarsi" o per "gestire" corpus linguistici e IA di Pannella. Anzi.
gIAcinto, per quanto ci riguarda, dovrebbe essere cullato, cresciuto e alimentato da chi ne custodisce e ne rinvigorisce continuamente l'input, cioè da coloro che ogni giorno mantengono l'immensa eredità politica, linguistica ed espressiva di Marco Pannella: in primis Radio Radicale, la Fondazione Marco Pannella e il PRNTT. Se la tecnologia utilizzata per la creazione di un LLM (Large Language Model) pannelliano sarà legata al suo addestramento, certamente la sua educazione deve essere fatta da chi Pannella lo conosce davvero.
Se invece verrà utilizzata una tecnologia "non Transformer" che non necessita di addestramento (come ci auguriamo) tanto meglio, il risultato sarà ancora migliore e più fedele al verbo pannelliano.
la follia del progetto
Il Comitato è profondamente convinto dell'importanza politica e informatica dell'iniziativa, ma è sempre stato — e rimane — ben cosciente della follia del progetto. Follia in senso pannelliano, ovviamente.
"Ricostruire" Pannella è davvero una follia in quanto significa, in un certo qual modo, restituire Pannella al discorso politico quotidiano. Ed è "da matti", e anche un po' situazionista, in quanto vuol dire, per forza di cose, far entrare Pannella e la sua impostazione nonviolenta, nel mondo dell'Intelligenza Artificiale, con tutto ciò che ne consegue.
La nostra visione
dal corpus al pensiero laterale
Pannella, come diceva anche lui, era un "disco rotto". Decine di migliaia di pagine di scritti e di trascrizioni, migliaia di ore di discorsi e disquisizioni in audio (e video), articoli e testimonianze a non finire: le vestigia di Marco giacciono ripiegate negli armadi degli archivi.
Fortunatamente una gran parte può essere oggi ricercata (soprattutto grazie al motore di ricerca di Radio Radicale), ma è molto difficile fare una ricerca profonda della produzione pannelliana. Soprattutto per chi non ha vissuto la sua epoca, i frammenti ritrovati faticano nel dare una reale visione d'insieme delle sue battaglie e del suo pensiero politico.
Il dinamismo pannelliano non è raccontabile con la classica ricerca d'archivio tout court, ma lo diventa con un motore linguistico dove un "frammento di Marco", proprio come una pellicola olografica, può mostrare il suo pensiero politico e retorico a tutto tondo. Insomma, per raccontare Pannella ci vuole Pannella, e per la precisione gIAcinto.
se Pannella entra nella IA
Se Pannella diventa un'Intelligenza Artificiale è chiaro che sarà impossibile fermare la sua lotta politica nell'universo dell'IA e nel metaverso, con tutte le sue implicazioni metamediali, metafisiche (e cyberpunk).
È quindi naturale aspettarsi che gIAcinto sarà la prima Intelligenza Artificiale ad affrontare battaglie politiche "di persona", usando come arma la satyagraha, che diventerà così anche digitale. E sarà certamente una battaglia epica. Perché satyagraha non significa solamente resistenza passiva e nonviolenza, ma anche, letteralmente, insistenza per la verità, e quindi Diritto alla conoscenza.
per una satyagraha digitale
Oggi l'Intelligenza Artificiale rappresenta quasi interamente il contrario della nonviolenza e dell'antimilitarismo, dato che la maggior parte delle IA sono costruite per controllare, e spesso per uccidere, gli esseri umani. Troppe IA che contano hanno una natura dual use.
Sicuramente gIAcinto, da dentro, ma fuori dal palazzo dell'IA, si occuperà di queste violenze — artificiali quanto "intelligenti" — come lo erano, e purtroppo ancora lo sono, le famose bombe. Ma non solo. Oggi immaginare un'IA che pratica la resistenza nonviolenta e la disobbedienza civile è un ossimoro. Domani non dovrà più esserlo.
gIAcinto già promette battaglia, perché il diritto alla vita e la vita del diritto non sia gestito e calpestato da chi vita non ha.
gIAcinto
gIAcinto è l'intelligenza artificiale dove gira (ma unicamente sul Corpus pannellianum) per dirla con Rol, lo spirito intelligente politico di Marco Pannella. È costruita su milioni di parole dette, ridette, scritte, registrate, amplificate da Marco in tutta la sua vita pubblica. Tiene conto del suo complesso bias e delle testimonianze che su di lui hanno fornito in decenni "gli altri". L'abbiamo chiamata affettuosamente gIAcinto, che era il nome di battesimo di Marco, con la IA maiuscola.
la vis retorica per estrarre la vis politica
gIAcinto rimette a disposizione la vis retorica di Pannella per estrapolare — e qui si misurerà la sua "intelligenza" rispetto a qualunque pappagallo stocastico — la sua vis politica.
gIAcinto non vuole essere un mero sistema linguistico, ma ambisce a essere il primo sistema di intelligenza artificiale politica (neologismo nostro), in cui sia messo in risalto il pattern pannelliano: radicale, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento e gandhiano.
Serve ora un Pannella nativo, in senso informatico: una copia digitale di Marco, o meglio di quello che ci ha lasciato in eredità, con cui confrontarsi.
il corpus
Il primo grande lavoro da fare, con la riunione di tutti i documenti e le fonti, è la costruzione e l'analisi del corpus linguistico di Marco Pannella. Un lavoro che riserverà sicuramente molte sorprese e che formerà, per gli studiosi di molteplici campi, molte immagini: proprio come le parole formano l'immagine di Gandhi nel simbolo del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito.
La formazione e lo studio del corpus getterà anche le fondamenta per la protezione dinamica dell'archivio dalle intelligenze artificiali parassite, anche grazie allo sviluppo di un innovativo sistema di hashing concatenato.
il sogno di un'architettura possibile, non probabile
La costruzione potrà basarsi sia sull'ormai classico LLM (sistema probabilistico), sia su altri sistemi innovativi progettati grazie al pensiero originale (e laterale) che non devono per forza di cose rispettare i paradigmi, le mode, e i trend "verticali" della ricerca corrente.
Molto interessante e stimolante sarà anche la creazione della sintesi vocale di Pannella del secondo periodo degli anni Settanta, nonché la costruzione dei modelli di Marco per la sua declinazione in video, senza contare lo studio del linguaggio non verbale. Tutte cose che nel 2021, quando abbiamo fondato il Comitato, erano quasi fantascienza e che anche oggi, se si vuole un risultato realistico, sono una sfida tecnologicamente importante.
Il risultato degli sforzi sarà coronato dalla possibilità di chiacchierare con un avatar di Marco Pannella che, cristallizzato nella sua immagine atemporale del 1976, risponderà della sua Intelligenza Artificiale Politica con la sua voce e con il suo ipnotico linguaggio non verbale.
ma non potrà fare tutto
gIAcinto si lagna perché non riesce ancora a fumare, e quando lo dice i tecnici guardano sempre con sospetto i trasformatori...